venerdì 20 gennaio 2012
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venerdì 13 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
Sono stati 3 giorni belli come l'idea di compleanno che hai da bambina, nelle mani un arsenale di sogni potenziali.
Torno in Brianza e la colonna sonora è ad opera dei giardinieri locali, preparano gli alberi all'arrivo della primavera, già qualche gemma si affaccia e la luce è tagliente quasi calda.
Entro in camera e trovo tutto impacchettato, invasettato come tante conserve. I fiori secchi, i pupazzi, i barattoli di vetro dentro altri barattoli di vetro, i ninnoli. Eccola, una camera ordinata finalmente come la voleva, impersonale perchè è "tutto dentro" e seminascosto ma al riparo dalla polvere. La polvere è stata la causa della maggior parte dei litigi con mamma.
"Io sono polvere. Unica materia smaterializzata. Corpo
istintivamente destrutturato semplicemente soffiando.
Ecco cosa dovrei fare. Espormi al vento. All’aria che spira
costante in certe stanze del mondo"
(cit. Alessandro Bertolini, Dizionario della polvere)
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lunedì 2 gennaio 2012
martedì 27 dicembre 2011
lunedì 26 dicembre 2011
sabato 17 dicembre 2011
P I A N O C I T Y milano
I forni sono quattro, il soffitto è molto basso da soffocarci, la cenere è mossa come in un giardino zen. Le foglie fuori le vedo dalla finestra della caserma, si alzano in sincronia con le note di Ludovico. E' un pò troppo dolce ma anche fiume, il teatro ha ragione a usarlo per raccontare l'acqua. Le luci formano dei cerchi caldi, la temperatura cambia quando entro negli insiemi che formano per terra, attraverso lenta e sola il corridoio tra gli scaffali colmi di tanti uomini, ci sono anche le date vicine alla mia, sicuramente ci sei anche tu tra quei fogli anche se hai evitato di fare leva. Pare di camminare attraverso un'installazione di Boltanski, con le orecchie che seguono la sorgente della musica. Morita pesta sui tasti, rimbomba nella stanza, io lo guardo con le orecchie da lontano appoggiata alla finestra. Nel panificio ha suonato "ei bi si di i ef gi..." come un'alta opera contemporanea. Vedo le ombre delle braccia che si muovono poco sui tasti. Le braccia ad angolo tra il muro e il soffitto. Ci sono stanze chiuse col vetro alle porte, vedo che c'è la luce dentro ma non si può entrare. Il fumo dal fumaiolo si piega a 90°. Dove c'è musica posso andare anche da sola.
Grazie Milano che voglio.
Grazie Milano che voglio.
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